Ci hanno rubato il Poetto, di nuovo.




Cagliari | robertocarta | 4 agosto 2010 alle 15:13

poettoApprendo da l’Unione Sarda che la notte scorsa è scattato un blitz dei carabinieri terminato con il sequestro della strumentazione musicale di tre chioschi del Poetto di Cagliari. Nulla di cui stupirsi, la crociata comunale contro la vita notturna cagliaritana è ormai cosa vecchia, almeno quanto l’impotenza della parte più giovane della popolazione, degli imprenditori, dei turisti, di fronte a provvedimenti che hanno sempre più l’aria di “dispetti”.
Eppure, per strada, sento la rabbia, il fastidio dei miei concittadini,  fastidio che però stenta a diventare un concreto malcontento proprio per l’incapacità dei cagliaritani di aggregarsi, di fare gruppo, di sentirsi cagliaritani tutti insieme e con degli interessi comuni da far rispettare.
Prima delle opportune considerazioni riporto brevemente  l’accaduto:
Alcuni residenti del poetto, infastiditi dal rumore notturno in spiaggia, presentano degli esposti. Parte un’indagine su tre chioschi per mezzo di controlli fonometrici e telecamere. Telecamere. Perchè telecamere? Tra qualche riga svelerò il mistero. Alle ore 18.15 di ieri scatta il blitz in cui vengono consegnate le denunce ai titolari del Palm Beach, Oasi Cafè e Il Nilo e viene sequestrata la strumentazione.
Ma perchè le telecamere? Ebbene, servivano a documentare una particolare violazione dell’ordinanza comunale della quale io ero all’oscuro. Al poetto è vietato ballare.
Apprendo dallo stesso articolo, oltre all’originalissimo divieto di muoversi a ritmo di musica, le altre limitazioni a cui i chioschi e i cagliaritani devono sottostare: la musica è vietata di lunedì, dal martedì al giovedì e la domenica è concessa dalle 21 alle 24, il venerdì e il sabato dalle 21 all’una.
“Cagliari si conferma una città per gli anziani” sostiene Luciano Spiga, in pratica una enorme casa di riposo in cui vige il divieto di disturbare il sonno dei nonni. Sempre Luciano Spiga “Qui non si può fare impresa, ma forse bisognerebbe ricordare a qualcuno che il turismo non si fa solo con i fenicotteri”. E qui mi permetto di dissentire, non ha alcun senso ricordare come si fa il turismo ad un’amministrazione che il turismo non lo vuole.
Perchè a noi tutti pare ormai evidente che si sta facendo di tutto per evitare che il turismo decolli, e non credo che sia un problema di ignoranza. La nostra città è ai primi posti per quanto riguarda il numero di anziani. E gli anziani votano. E gli anziano odiano il rumore, odiano il movimento.

Alla fine di questa triste vicenda è doveroso riflettere sul diritto dei residenti a dormire senza fastidi. E mi viene da pensare a uno che compra una casa davanti al Colosseo e pretende che la gente smetta di visitarlo perchè fa chiasso e crea confusione.
Se compri una casa al Poetto, non significa che hai comprato il Poetto. La nostra spiaggia è prima di tutto nostra, dei cagliaritani.
Io mi sento derubato di qualcosa di importante, voi altri cagliaritani che ne dite?


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Articolo scritto da robertocarta

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8 commenti

  1. Golpista scrive:

    Vivo Cagliari da parecchi anni ormai e lentamente assisto impotente al declino di una città che mi impedisce di essere giovane, forse sarebbe ora di creare un movimento forte che coinvolga tutti quelli a cui sta a cuore una città splendida dal potenziale immenso per cambiare lo stato di fatto, servirebbe un movimento che cambi totalmente il senso di aggregazione dei giovani. Non ci si può limitare a pensare che una volta morto il Poetto d’estate non ci siano altri divertimenti, quella è una risorsa importantissima ma si possono comunque creare alternative con la volontà di tutti. Spero che qualcuno con più intraprendenza del sottoscritto muova qualche passo concreto perchè così facendo stiamo diventando una enorme casa di riposo, ai miei figli cosa racconterò? Cosa dovrò consigliare per potersi divertire?

  2. che48 scrive:

    Quello che leggo è un misto di limitazione dei diritti del cittadino, dei diritti naturali, ma anche di rispetto per gli altri, e aggiungo una giunta comunale degna di andare a zappare il mare. Un pocker coi fiocchi. Risolvere una situazione simile occorre fermezza ma anche buon senso da parte della popolazione. Il fatto che Cagliari sia una sorta di “casa di riposo” per anziani è semplicemente ridicolo.Io credo in tutta sincerità che dietro a queste cose si nasconde ben altro. Cittadini cagliaritani svegliatevi!!
    Che.

  3. robertocarta scrive:

    Beh che si nasconda ben altro è abbastanza ovvio, vedi i vari signorotti che aspettano a lingua fuori appalti e appaltini per la ricostruzione dei chioschi e tutto quello che verrà fuori dal pul@ che48:

  4. Nick scrive:

    Per Roberto Carta
    tu dici: “”" doveroso riflettere sul diritto dei residenti a dormire senza fastidi. E mi viene da pensare a uno che compra una casa davanti al Colosseo e pretende che la gente smetta di visitarlo perchè fa chiasso e crea confusione.”"” , ma che modo di ragionare è questo? A parte il fatto che c’è gente che sicuramente vive al Poetto da decenni e da prima della comparsa dei ‘baretti’, mi sembra che hai ben poco riflettuto sul diritto dei residenti a dormire in santa pace nelle ore di riposo. C’è tanta gente che al mattino deve alzarsi presto per andare a lavorare, anche di domenica! E lo sfotto’sugli anziani, che un tempo erano rispettati, te lo potevi risparmiare! E’ proprio necessario che ci si diverta fino a notte fonda? E se è un diritto farlo è anche un diritto non essere coinvolti!

  5. robertocarta scrive:

    Nick, anche se le case son state comprate decenni fa non cambia nulla. Hanno comprato le case, non il poetto. Se vuoi la casa con vista mare, compratela, ma non aspettarti di poter dettar legge su come gli altri debbano utilizzare il mare che hai davanti.
    E poi si, è proprio necessario che mi diverta fino a notte fonda.
    Compratevi dei vetri come dio comanda anzi che dirmi quando posso mettere musica nella mia spiaggia. Mia.
    Ps Una casa al poetto vale come 4 appartamenti in città.

  6. grendizer scrive:

    Io penso che ci sia il tentativo, come qualcuno già accennava, di deviare l’indotto del poetto verso altre tasche…

  7. silvia scrive:

    Per Roberto Carta : scusa ma che paragoni fai?? non mi pare che il colosseo sia diventato un luogo di divertimento notturno… ci trovi persone che nella maggior parte dei casi non sono neppure dei chiassosi italiani! turisti che leggono una guida turistica o scattano fotografie…ti sembra la stessa cosa?? Cagliari è una città vivibile e mi auguro che lo sarà ancora a lungo, quello che non capisco è perchè per divertirsi si senta la necessità di far casino…che tristezza…

  8. ziopat scrive:

    “silvia”: è come chiedere di non far passare più auto sull’asse mediano perchè disturbano i palazzi difronte…Se tu, Comune, hai interesse metti le protezioni di plexiglass o tu, cittadino, compri i vetri a doppia camera (abito là sopra e a finestre chiuse non sento un beneamato)…Così per il Poetto, se tu, Comune hai interesse a far sviluppare il movimento e tutto ciò che ne consegue, potresti ipotizzare anche un benefit in percentuale per l’acquisto di infissi nuovi…ma le idee sarebbero tante e invito gli ingegneri a sbizzarrirsi.
    Si, è necessario divertirsi fino a notte fonda, e non è una tristezza, spesso è l’unico modo che ha la gente comune (onesta e altrettanto costretta ad alzarsi presto la mattina degli abitanti del poetto) per rendere un po’ diversa la sua giornata…Eh si, perchè qui si ragiona come se la fiumana di gente che va al poetto la notte fosse per forza sempre la stessa, invece il vero analista degli spostamenti delle masse (specie in zona turistica) sa che il posto è quello ma la gente varia e variano i propri orari (io vado spesso al poetto e non sempre tiro fino a notte fonda, magari 1 volta su 5…ecco ora moltiplica per 20.000 ed evitiamo generalizzazioni)
    Credo che gli interessi in gioco siano altri, se no non si spiegherebbe questo clamoroso autogoal..La zona offre tanto ma non riesce a decollare. Ad Ibiza o a Rimini hanno costruito un turismo immenso senza avere la stessa base logistica.
    Se si bloccano i chioschi non ci perdono solo loro. Pensate a tutto l’indotto che si muove attorno: fornitori, risoratori, camerieri stagionali (e non), baristi, ambulanti, musicisti (più o meno bravi, più o meno professionisti, ma che per poche centinaia di euro portanom trattengono e divertono un pubblico che “consuma” per molte migliaia), parcheggiatori, compreso il carroattrezzi che va a rimuovere le tante auto in doppia fila, o il vigile che fa la multa…
    Bisognerebbe ragionare in termini di cosa si vuole fare del poetto, di chi non lo vuole fare, o di dove sarà dirottato tutto questo ben di dio (anzi, ben di cagliari). Se l’indotto gira e il comune trova un mezzo convincente per mitigare i disagi (anche economico…tanto di giro di soldi parliamo), vedrete che anche gli abitanti anziani del poetto sapranno convivere col “sano” rumore…come facciamop tutti con l’asse mediano!

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